Pizza Margherita

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Il miglior pizzaiolo è brianzolo

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Merate. IL MIGLIOR PIZZAIOLO del Vecchio continente vive e lavora in città. Cristian Marasco, 31 anni, titolare del ristorante «La Grotta Azzurra» di viale Giuseppe Verdi, con casa nell’adiacente via Mascagni, è infatti il campione europeo di pizza.
Si è aggiudicato il prestigioso trofeo sbaragliando 160 pretendenti al titolo che nei giorni scorsi si sono dati appuntamento presso la Fiera di Milano per la dodicesima edizione della singolare competizione.

MARASCO ha letteralmente preso i giudici per la gola, preparando una pietanza a base di formaggi stagionati, mostarda di fichi e miele. «L’odore che ne risulta è molto forte – rassicura il campione – ma il sapore è veramente delicato». E c’è da crederci visto il successo ottenuto, sebbene non si tratti di un’invenzione proprio inedita, perchè l’aveva già proposta nell’aprile 2008 a Salsomaggiore Terme in occasione dei Mondiali, fermandosi però a un passo dal gradino più alto del podio. «Questa volta però ho apportato qualche piccolo accorgimento – spiega – che a quanto pare si è rivelato giusto». Per lui comunque non si tratta certo del primo successo. Oltre alla medaglia d’argento dell’anno scorso, nel 1996 aveva già sperimentato l’ebbrezza di vincere gli Europei e nel 2000 le Nazionali che gli sono valse anche la partecipazione al Giubileo in piazza San Pietro in rappresentanza di tutta la categoria. Si è poi piazzato undicesimo alle Olimpiadi. Questo solo per citare i trofei più importanti, ma basta andarlo a trovare nella sua pizzeria per poter ammirare molti altri attestati e riconoscimenti, tra i quali spicca anche la pergamena che certifica che la sua scuola è la più apprezzata d’Italia, perchè oltre a cimentarsi con pasta e pomodoro insegna il mestiere anche ad aspiranti colleghi.
LA PIZZA dunque l’ha proprio nel sangue. Del resto è un figlio d’arte. «Ho realizzato la mia prima pizza all’età di 7 anni – ha risposto -. Sicuramente è merito di mio padre che mi ha passato il testimone. Sin da piccolo l’ho visto infornare e farcire.
Ritengo tuttavia che si tratti anche quasi di un istinto. Sono cresciuto per questo. Io non lo considero un lavoro, ma una passione. Quando preparo qualcosa di buono ai clienti mi diverto e ne ricavo un’immensa soddisfazione». Prossima tappa adesso di nuovo i Mondiali, sempre ad aprile, per riuscire a strappare anche lì l’oro.

Via Il Giorno

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